domenica 31 gennaio 2010

I cirginci

Ciò che più risulta interessante è notare come in tutto questo guazzabuglio di formule e pensieri filosifici non esista un’idea semplice, banale e pratica che spieghi l’oggettività della regola prima della cancelleria persa:

“Per ogni astuccio dell’universo esiste un numero n di elementi di cancelleria destinati a scomparire in un arco di tempo t, dove:
- t (tempo) è il periodo che intercorre dall’impiego alla messa in disuso dell’astuccio;
- n (numero di oggetti persi) dipendente da i seguenti fattori: la distrazione del proprietario e il numero di cerniere di cui è dotato l’astuccio.”

Veniamo alle spiegazioni. Come è ben saputo esistono teorie scientifiche secondo le quali, oltre al nostro universo, potrebbero esistere, sospesi non si sa in cosa ne dove, altri universi. Quest’ultimi sarebbero governati, plausibilmente, da un sistema di leggi fisiche tutt’altro che simili alle nostre in virtù di quel concetto di diversità che ci è tanto caro. C’è chi sostiene pure che esista un universo per ogni possibile combinazione di fatti o oggetti che non si è verificata da noi. Per essere ancora più chiari secondo questa teoria esisterebbe un’infinità di altri universi in cui io non sono qui a scrivere, voi non siete dove siete ora a leggere, e pensate, pure uno in cui io governo il mondo con il pugno di ferro riducendovi in schiavitù a tutti quanti, ma non preoccupatevi, sicuramente vi è stato designato un universo in cui potrete rifarvi, anche se potrebbe non esservi stata inventata la Nutella o le crepes.
Quello che però sfugge a tutti questi grandi scienziati è un elemento molto più piccolo del puzzle, che spiega molte più cose sulla vita di tutti. La tessera in questione riguarda una sfera di fatti che si avvicendano attorno a noi, più spesso di quanto si pensi, di cui l’uomo fatica a rendersi conto per ragioni del tutto simili a quelle enunciate dalla regola prima della cancelleria persa. La distrazione prima di tutto! Fatto innegabile, visto che una persona veramente accorta e priva di questo difetto, noterebbe quello di cui mi appresto a parlarvi. Seconda ragione, ma non meno importante, è la tendenza dell’uomo di dotare il mondo che lo circoda, di scappatoie, passaggi e agevolazioni, convinto che risultino utili solo a lui, le cerniere degli astucci per esempio.
In assenza della distrazione risulterebbe di fatti molto più semplice notare come il Tessuto impercettibile, che ci separa dagli altri universi, risulti quanto meno malleabile e tranciabile se dotati della giusta lama o abilità. Inutile però sforzarsi di notare questi particolari attorno a noi, come vi ho gia spiegato la nostra specie è caratterizata da un C.D. (coefficente di distrazione) troppo alto per permetterci di cogliere e comprendere le increspature del Tessuto che delimita il nostro universo. Questo non vuol dire però che non esistano altre forme di vita così limitate da questo punto di vista, ogni specie al suo punto di forza che l’ha fatta sopravvivere. Noi ad esempio, se pur dotati di un C.D. alto e di un corpo tutt’altro che specializzato in qualcosa, abbiamo la sorprendete abilità di guardare una foresta e vederci un bel supermercato! Pieno di vestiti, cibo e tanti gadget inutile ma di tendenza! Di conseguenza siamo in grado di adattarci alla situazione e una volta riunitici, disegnato il progetto, approvata la V.I.A., assegnato l’appalto e avviato il cantiere, nel giro di tre o quattro anni abbiamo il nostro bel supermercato, qualche tonnellata di legna da bruciare e, se tutto va bene, meno di una decina di lapidi piantate sopra degli operai.
I cirginci invece, residenti in un piccolo universo a poca distanza da noi, non hanno ricevuto in dono questa fervida immaginazione da la loro madre natura, sono solo dei piccoli orsetti marroni alti tra i 5cm e i 10cm con uno stile di vita molto semplice ed un C.D. pari a 0. Ben al di sotto di un punto del minimo riconosciuto dalla C.U.R.U.P. (convenzione ufficialmente riconosciuta da gli universi paralleli), la scala difatto accettata nel S.I. (sistema interuniversale) per valutare il C.D. inizia con 1, punteggio riconosciuto a tutte quelle creature che hanno preso coscienza senza aiuti esterni ed in maniera naturale dell’increspature del Tessuto, e termina con 8, riconosciuto invece a chi è capace di fissare un foglio bianco e non notare il punto nero di 3cm di diametro al suo centro. I cirginci ovviamente non erano presenti quando venne redetta la C.U.R.U.P., altrimenti sarebbe stato previsto un C.D. pure per quelle razze capaci, non solo di percepire o vedere il Tessuto, ma anche di attraversarlo a loro piacimento in maniera del tutto spontanea.
Questi simpatici orsacchiotti hanno proprio quest’ultima capacità con la quale riescono a soddisfare repentivamente i loro bisogni, che alla fine sono solo due: procurarsi la cancelleria di cui si nutrono ed eliminare gli scarti del processo digestivo. Quando un cirginco inizia ad avvertire la fame non deve far altro che guardare in direzione della cerniera dell’astuccio più vicino ed attendere fin tanto che qualcuno la apra, da quel momento, fino a quando non verrà richiusa, gli è possibile far avanti e indietro come meglio crede tra il suo universo e l’astuccio sicuro che nessuno lo noterà, ogni cirginco è, infatti, ben consapevole per natura del C.D. di chi gli sta attorno. Tornando alla regola prima della cancelleria persa che volevamo spiegare, risulta evidente, alla luce di queste spiegazioni, come la probabilità che un astuccio venga visitato da un esponente di questa specie è direttamente proporzionale al numero di accessi che questo ha e, come per un supermercato, alla possibilità di scelta offerta al consumatore, in questo caso simpatici orsetti affamati di cancelleria.
L’incofutabilità di tale teoria trova prove nella natura stessa nella casualità, ritenendo vera l’esistenza di un’infinità di universi in cui si sono realizzate e si realizzano tutte le possibili combinazioni di cose e fatti non è possibile affermare che non esista un universo in cui i cirginci hanno trovato un modo per evolversi. Ovviamente non si tratta del nostro universo, ma dato che dagli astucci di ogni studente spariscono in continuazione penne, gomme, matite e lapis, è ovvio che: la nostra cancelleria ha un buon sapore e che i cirginci esistono.

tofone2.

1 commento:

  1. Secondo me sei folle il giusto per avere ragione. Stamani poi mi sono sparite le penne dalla borsa... Credo di avere conferme.

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